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Nature: influenza aviaria H7N9 ad un passo dalla diffusione

tetano

Editor, Senior Moderator
Nature doi:10.1038/nature.2013.12801

Declan Butler

http://www.nature.com/news/h7n9-bird-flu-poised-to-spread-1.12801





Il virus dell'influenza aviaria H7N9 ha notevolmente ampliato il proprio raggio geografico durante il fine settimana, con due nuovi casi umani segnalati a Pechino, nel nord della Cina e altri due nella provincia di Henan nel centro. Fino ad ora, il virus si era limitato a Shanghai e alle regioni limitrofe sul litorale orientale. Gli esperti temono che questo nuovo sviluppo possa essere l'inizio di un'espansione che pu? vedere una rapida espansione attraverso ampie zone della Cina e anche pi? in l?.
Non c'? ancora nessuna evidenza di qualsiasi diffusione sostenuta da uomo a uomo del virus H7N9. Ma l'organizzazione mondiale della sanit? ha confermato sabato che le autorit? cinesi stanno indagando due sospetti cluster di casi umani. Anche se questi possono derivare da un'infezione da una fonte comune, pu? anche essere il segnale che si ? verificata una limitata trasmissione da uomo a uomo.
'Penso che dobbiamo essere molto, molto preoccupati circa gli ultimi sviluppi, dice Jeremy Farrar, direttore dell'Oxford University Clinical Research Unit in Ho Chi Minh City, Vietnam.



L' ufficio municipale della salute di Pechino ha inoltre annunciato oggi che un bambino di 4 anni che ? stata in contatto con una bambina di 7 anni, ricoverata in ospedale con il virus, ? risultato positivo per il virus, pur non mostrando nessun sintomo. Questo ? il primo caso asintomatico. Insieme a diversi casi lievi gi? segnalati, suggerisce che il virus potrebbe essere pi? diffuso tra gli esseri umani di quello che suggeriscono i numeri dei casi segnalati.
Tali casi lievi possono essere paradossalmente ritenuti ?molto preoccupanti?, dice Farrar. Perch? un virus con ridotta virulenza pu? segnalare un ulteriore adattamento genetico del virus agli esseri umani ? e quindi un maggiore potenziale di diffusione.
Gli esperti dicono che l'impennata dei casi umani ? preoccupante, con 63 infezioni e 14 decessi segnalati luned?, da 24 casi appena una settimana fa. La Cina ha segnalato i suoi primi casi di H7N9 il 31 marzo; in appena due settimane il numero di casi di H7N9 ha superato i 45 casi di H5N1 che la Cina ha segnalato in un decennio dal momento che il virus ha cominciato a manifestarsi.
Se quel ritmo si mantiene o accelera, l' H7N9 potrebbe essere un problema significativo per la salute pubblica anche se rimane un'infezione che le persone contraggono solo dagli animali, dice Marc Lipsitch, un epidemiologo presso la Harvard School of Public Health a Boston, Massachusetts.



Le analisi genetiche del virus nuovo mostrano che ha diverse mutazioni rendendolo pi? adattato agli esseri umani dell' H5N1. 'Questo lo rende molto diverso dall' H5N1,' dice Farrar. 'Non abbiamo mai visto un numero cos? elevato di casi aviari/animali trasmessi all' uomo in un cos? breve lasso di tempo.'
L' H7N9 si sta rivelando un nemico pi? difficile anche per altre ragioni.

La preoccupazione che il virus sia quasi impossibile da monitorare o controllare, perch? non causa grave malattia nel pollame e negli altri volatili, ? stata rinforzata dai nuovi casi nella provincia di Henan e Pechino. Questo appare del tutto inaspettato.
Nel caso dell' H5N1, i focolai nel pollame precedono i focolai umani e segnalano ai lavoratori della sanit? dove si trova la minaccia per la salute pubblica. Ma con l' H7N9, ? solo la comparsa di nuovi casi umani che mostra dove sta progredendo la silenziosa diffusione negli uccelli o in altri animali serbatoio, dice Vincent Martin, responsabile ad interim dell'ONU per la prevenzione delle malattie animali e vegetali transfontaliere con sede a Roma ( EMPRES).



Le autorit? cinesi hanno gi? identificato l' H7N9 nei volatili in mercati di uccelli vivi a Shanghai e in altre citt?. Tuttavia, nonostante un'intensa sorveglianza di pollame, uccelli selvatici, suini e altri animali, gli animali serbatoio restano largamente sconosciuti.
"Con cos? poca conoscenza dell'eventuale ospite serbatoio , ? un po'come camminare nella nebbia qui," dice Marius Gilbert, un esperto di epidemiologia ed ecologia dell'influenza aviaria presso l' Universit? di Bruxelles in Belgio. Il virus pu? avere raggiunto Pechino e Henan attraverso il traffico di pollame, che ? esteso in Cina, con rotte che attraversano in lungo e in largo del paese. Il che potrebbe significare che il serbatoio principale del virus tra gli animali ? ancora limitato a Shanghai. Ma ? anche possibile che l' H7N9 si sia diffuso silenziosamente nel pollame o in altri animali in una pi? grande zona geografica di quello che si ritiene fino a trasportare il virus ben oltre i confini della Cina. 'I paesi vicini devono essere in allerta,' dice Martin, aggiungendo che la FAO ? in contatto quotidiano con paesi lontani come in Africa, per discutere la sorveglianza e le altre misure necessarie per cercare di impedire l'introduzione del virus.



Contrastare le vie di trasmissione del virus in Cina ? gi? di per s? una grande sfida; il paese ? vasto e sede di 6 miliardi di polli , cos? come molti uccelli migratori e altri selvatici che possono avere un ruolo nella diffusione del virus. Mercoled? Martin convocher? una riunione di esperti internazionali presso la FAO a Roma per redigere le linee guida di sorveglianza per la Cina e altre regioni.
Nonostante le difficolt? di rilevazione dell' H7N9 nel pollame e nei volatili, Martin rimane ottimistico, almeno fintanto che il virus non inizia a diffondersi tra gli esseri umani: il potenziale numero di casi umani pu? essere ridotto adottando misure urgenti dure ? come tenere gli allevamenti di pollame lontano dagli uccelli selvatici e dalle persone e riorganizzando i mercati di uccelli vivi.
E' troppo presto per dire quanto sia grande la minaccia del virus H7N9 perch? non sappiamo di quanti animali e di quale specie si serva, quanto sia geneticamente vario o quale sia la portata geografica,' dice Lipsitch, 'Si tratta di una sfida almeno altrettanto grande di quella posta dall' H5N1.'
 
Re: Nature: influenza aviaria ad un passo dalla diffusione

Re: Nature: influenza aviaria ad un passo dalla diffusione

Tutto bene. Ma i dati a disposizione sono talmente limitati che trarre ora delle conclusioni ? quanto meno prematuro.

In Cina, per stare soltanto al virus H5N1, pressoch? tutti i casi di infezione umana NON sono stati associati a contatti con il pollame. In altre parole, le modalit? e la fonte di infezione non sono mai state chiarite.

Un virus aviario 'puro' come il nuovo H7N9 merita tutta l'attenzione che deve considerando le possibili conseguenze per la salute globale.

Ma durante il 2012, oltre 300 persone hanno contratto un virus riassortante (creato dal rimescolamento delle subunit? di virus umani, aviari e suini), l'H3N2v negli Stati Uniti d'America. Sebbene la malattia in questo caso fosse nella maggior parte dei casi una sindrome respiratoria autolimitante, alcuni casi hanno avuto bisogno di cure ospedaliere e c'? stato un decesso.

Se l'OMS ? preoccupata a tal punto da questo H7N9, ebbene si vada all'allerta pandemica di livello 5 o 6 e quindi alla produzione di massa di un vaccino monovalente specifico.

Nel frattempo, tutti gli altri Paesi avranno il dovere di mettere in atto tutte quelle misure dirette a ridurre la velocit? di propagazione della malattia (quindi, se la mortalit? si dimostrer? elevata, anche la quarantena e la chiusura delle scuole), ovvero verificare i propri stock di materiali compresi gli antimicrobiali, gli antivirali e le attrezzature per la terapia intensiva e il ricovero di un gran numero di persone.

Suonare molti allarmi e non procedere con le azioni pu? diventare davvero un esercizio futile.
 
Re: Nature: influenza aviaria H7N9 ad un passo dalla diffusione

E' sbagliato lanciare allarmi eccessivi, ma non bisogna neppure mettere la testa sotto la sabbia e fare finta di niente, come avviene da parte dei benpensanti di casa nostra, che considerano ogni emergenza di questo tipo un problema che non ci tocca da vicino, in quanto riguarda aree geografiche remote e popoli che hanno abitudini e stili di vita profondamente diversi dai nostri.
E' vero che le condizioni socioeconomiche di quei paesi favoriscono lo sviluppo e la diffusione di malattie potenzialmente pericolose per l' ambiente e per la salute umana, anche se non va dimenticato che l' ultima pandemia ha avuto origine da un paese dalle caratteristiche molto diverse da quelle del paese Asiatico e più vicine ai nostri standard. Ma va tenuto presente che ovunque i nuovi virus traggono origine, esiste un potenziale di diffusione enorme legato sia alle trasmigrazioni degli animali che fungono da serbatoi naturali sia all' intensità degli scambi commerciali e dei traffici economici, turistici e legati alle emigrazioni.
Qualunque sia il pericolo rappresentato da questo o da altri pericoli potenziali, quello che manca è la consapevolezza di quanto grandi possano essere i rischi e quanto inadeguata sia la nostra preparazione ad affrontarli.
 
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