tetano
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Cala la percentuale di vaccinati con l'antinfluenzale e crescono i casi di influenza nel Veneto e nel Veronese. Il distretto 4 dell'Ulss 20 ? un esempio dei trend di comportamento in questa campagna vaccinale.
All'ospedale Fracastoro di San Bonifacio Roberto Borin, direttore del distretto, spiega infatti che ?mentre l'anno scorso la preoccupazione per un virus che si ? rivelato meno aggressivo del previsto ha spinto molti a vaccinarsi, quest'anno ? minore l'apprensione e di conseguenza la quantit? di vaccini somministrati?.
Il dato migliore, illustra il direttore, ? stato quello del 2009-2010, quando oltre al vaccino antinfluenzale si proponeva l'anti H1N1 per contrastare l'epidemia suina.
La campagna ? partita quando il virus colpiva ormai in misura notevole, perci? medico e pediatra esortavano a effettuare perlomeno il vaccino ordinario, per evitare che l'influenza pi? comune debilitasse i pazienti, predisponendoli al contagio del nuovo virus.
Quest'anno il vaccino ? uno soltanto e incorpora anche l'anti H1N1: ogni anno l'Organizzazione mondiale della sanit? stabilisce quali ceppi potranno causare l'influenza pi? virulenta e cos? l'H1N1 ? retrocesso al rango di virus stagionale.
Quest'inverno un solo vaccino, allora, non due. Ma la disinformazione ha introdotto qualche perplessit? e una certa confusione.
Unico elemento positivo ? l'approccio degli ultrasessantacinquenni, che hanno raggiunto il 72% e superato, dunque, l'obiettivo del 70%. Si tratta di coloro che, assecondando una consuetudine, anche quest'autunno hanno effettuato il vaccino.
Il dottor Borin dichiara che ?una campagna ? efficace se si crea una cultura della prevenzione: abbiamo offerto sistematicamente agli anziani lo stesso messaggio per anni, senza esitazione. ? necessario informare con chiarezza e costanza, per non insinuare dubbi nei pazienti?.
Il calo consistente riguarda bambini, personale sanitario e categorie a rischio, ossia individui con patologie gravi ai quali il vaccino viene fornito gratuitamente.
Eppure ? accertato che complicazioni e decessi colpiscono proprio i soggetti con importanti patologie pregresse.
Mauro Cinquetti, responsabile del dipartimento materno infantile e primario del reparto di Pediatria, sostiene che nella sua divisione ?tra la fine di novembre e l'inizio dicembre del 2009 si ? rilevata una quantit? notevole di accessi in Pronto soccorso e di ricoveri in osservazione breve intensiva: dai test risultavano essere casi di H1N1.
Ma la seconda ondata, a fine inverno, ? stata pi? ridotta perch? nel frattempo i pediatri avevano invitato i genitori a vaccinare i piccoli pazienti.
Quest'anno, da Natale, constatiamo un aumento di accessi in ospedale e di forme pi? complicate destinate al ricovero: i tamponi evidenziano sia H1N1 sia altre forme virali.
Soprattutto nell'ultimo periodo?, continua, ?c'? un affollamento considerevole: fino a 80 pazienti al giorno. E non sappiamo ancora se si tratti del picco. Il pediatra di famiglia, che conosce la storia del paziente con problematiche pi? serie, ha il compito di informare e indirizzare i genitori?.
Un decremento notevole (40% circa) riguarda gli addetti ai lavori. Il dottor Cinquetti afferma che ?per il personale sanitario ? fondamentale la consapevolezza del proprio ruolo.
Intraprendere questa professione significa essere sempre presenti per dare risposte e non rappresentare un rischio per gli altri?.
Le infermiere dell'Ufficio vaccinazioni del Fracastoro confermano che quest'anno ?i pazienti sono meno tesi e meno motivati rispetto all'anno scorso quando, per via dell'allarme e delle notizie talvolta disordinate o incomplete, ogni giorno chiedevano informazioni nuove?.
E concludono considerando che ?sarebbe opportuno parlare regolarmente della vaccinazione e non soltanto quando si manifesta il problema?.
Perch?, assicurano, ?il vaccino ? un efficace metodo di prevenzione?.
http://www.larena.it/stories/Provin...ra_le_persone_a_rischio_pi_casi_di_influenza/
All'ospedale Fracastoro di San Bonifacio Roberto Borin, direttore del distretto, spiega infatti che ?mentre l'anno scorso la preoccupazione per un virus che si ? rivelato meno aggressivo del previsto ha spinto molti a vaccinarsi, quest'anno ? minore l'apprensione e di conseguenza la quantit? di vaccini somministrati?.
Il dato migliore, illustra il direttore, ? stato quello del 2009-2010, quando oltre al vaccino antinfluenzale si proponeva l'anti H1N1 per contrastare l'epidemia suina.
La campagna ? partita quando il virus colpiva ormai in misura notevole, perci? medico e pediatra esortavano a effettuare perlomeno il vaccino ordinario, per evitare che l'influenza pi? comune debilitasse i pazienti, predisponendoli al contagio del nuovo virus.
Quest'anno il vaccino ? uno soltanto e incorpora anche l'anti H1N1: ogni anno l'Organizzazione mondiale della sanit? stabilisce quali ceppi potranno causare l'influenza pi? virulenta e cos? l'H1N1 ? retrocesso al rango di virus stagionale.
Quest'inverno un solo vaccino, allora, non due. Ma la disinformazione ha introdotto qualche perplessit? e una certa confusione.
Unico elemento positivo ? l'approccio degli ultrasessantacinquenni, che hanno raggiunto il 72% e superato, dunque, l'obiettivo del 70%. Si tratta di coloro che, assecondando una consuetudine, anche quest'autunno hanno effettuato il vaccino.
Il dottor Borin dichiara che ?una campagna ? efficace se si crea una cultura della prevenzione: abbiamo offerto sistematicamente agli anziani lo stesso messaggio per anni, senza esitazione. ? necessario informare con chiarezza e costanza, per non insinuare dubbi nei pazienti?.
Il calo consistente riguarda bambini, personale sanitario e categorie a rischio, ossia individui con patologie gravi ai quali il vaccino viene fornito gratuitamente.
Eppure ? accertato che complicazioni e decessi colpiscono proprio i soggetti con importanti patologie pregresse.
Mauro Cinquetti, responsabile del dipartimento materno infantile e primario del reparto di Pediatria, sostiene che nella sua divisione ?tra la fine di novembre e l'inizio dicembre del 2009 si ? rilevata una quantit? notevole di accessi in Pronto soccorso e di ricoveri in osservazione breve intensiva: dai test risultavano essere casi di H1N1.
Ma la seconda ondata, a fine inverno, ? stata pi? ridotta perch? nel frattempo i pediatri avevano invitato i genitori a vaccinare i piccoli pazienti.
Quest'anno, da Natale, constatiamo un aumento di accessi in ospedale e di forme pi? complicate destinate al ricovero: i tamponi evidenziano sia H1N1 sia altre forme virali.
Soprattutto nell'ultimo periodo?, continua, ?c'? un affollamento considerevole: fino a 80 pazienti al giorno. E non sappiamo ancora se si tratti del picco. Il pediatra di famiglia, che conosce la storia del paziente con problematiche pi? serie, ha il compito di informare e indirizzare i genitori?.
Un decremento notevole (40% circa) riguarda gli addetti ai lavori. Il dottor Cinquetti afferma che ?per il personale sanitario ? fondamentale la consapevolezza del proprio ruolo.
Intraprendere questa professione significa essere sempre presenti per dare risposte e non rappresentare un rischio per gli altri?.
Le infermiere dell'Ufficio vaccinazioni del Fracastoro confermano che quest'anno ?i pazienti sono meno tesi e meno motivati rispetto all'anno scorso quando, per via dell'allarme e delle notizie talvolta disordinate o incomplete, ogni giorno chiedevano informazioni nuove?.
E concludono considerando che ?sarebbe opportuno parlare regolarmente della vaccinazione e non soltanto quando si manifesta il problema?.
Perch?, assicurano, ?il vaccino ? un efficace metodo di prevenzione?.
http://www.larena.it/stories/Provin...ra_le_persone_a_rischio_pi_casi_di_influenza/